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Risolto il caso del meteorite caduto in Perù

 

 

E' risolto il caso del meteorite caduto in Perù in data 16 settembre a Puno, al confine con la Bolivia. Subito dopo la sua caduta gli abitanti del posto erano stati colpiti  da forti mal di testa e conati di vomito. L'oggetto, secondo le dichiarazioni del funzionario locale Marco Limache, ha aperto un cratere largo una trentina di metri e profondo sei da cui e' uscita acqua bollente: tutt'intorno si sono sparse ceneri e particelle di roccia. Dopo l'impatto si e' percepito nell'aria uno 'strano odore'. Perfino i polizziotti mandati ad indagare sono stati colpiti da questo strano "malore". Molti avevano ipotizzato una epidemia aliena causata da un qualche morbo alieno sconosciuto. Altri come la Pravda avevano ipotizzato una contaminazione causata da materiale radioattivo generato da un satellite americano abbattuto dagli stessi americani. Ora si scopre che a causare quei malori non è altro che l'arsenico vaporizzato nell'aria. Diverse volte in Perù sono stati scoperti depositi di arsenico nel sottosuolo che addirittura contaminano le falde acquifere. In questo caso il meteorite con la sua temperatura molto alta ha creato una densa colonna di vapore contenente arsenico. Ad affermarlo è Luisa Macedo, ricercatrice presso l' INGMMET (Peru's Mining, Metallurgy, and Geology Institute), che ha visitato il luogo d'impatto, il malessere è il risultato dei fumi di arsenico inalati: il meteorite ha generato il gas quando la superficie calda dell'oggetto è venuta a contatto con un rifornimento idrico sotterraneo inquinato d'arsenico. Già da mercoledì, tutti e 30 i residenti colpiti dallo strano malessere stanno meglio. Al geologo peruviano, i locali, che hanno temuto per la loro vita, hanno descritto il meteorite come una palla luminosa, infiammata e con una lunga scia di fumo.

 

La ricerca dell INGMMET: http://www.ingemmet.gob.pe/paginas/pl01_quienes_somos.aspx?opcion=320


L'impatto del meteorite ha fatto innalzare i residui fino ad un'altezza di 250 metri, con alcuni materiali atterrati sul tetto di una casa a 120 metri dal cratere, riporta Ishitsuka al National Geographic. Il cratere assomiglia ad uno stagno fangoso largo 13 metri e profondo 10. 

 

 

I campioni analizzati presentano i bordi lisci, erosi dall'impatto con l'atmosfera, e hanno una quantità significativa di materiale che si attacca al magnete, il che dimostra la presenza del ferro. Mentre invece, i campioni di acqua prelevata nel cratere risultano normali, sebbene il colore e la composizione del terreno si presentano "insoliti" per la zona, ha fatto notare la Macedo. Cade quindi l'ipotesi del satellite americano in rientro atmosferico. E cade anche la pista della epidemia aliena.

 

 

 

 

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Aggiornato il: 17 luglio 2008