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Se non conosco un fenomeno è "magia",
    se lo conosco è "scienza"
                   (Tommaso Campanella)

 

L' importanza dei testimoni

Ma proviamo a fermarci un attimo a riflettere:

Caso A)

Un contadino va alla vicina caserma dei carabinieri e denuncia che lui stesso è stato prelevato a forza nel suo vigneto da un individuo e caricato su una automobile nera...

Caso B)

Un contadino va alla vicina caserma dei carabinieri e denuncia che lui stesso è stato prelevata a forza nel suo vigneto da un fascio di luce e caricato in un stanza lucente...

Cosa è che rende il caso B profondamente differente dal caso A ? La "credibilità" del fatto. Non il testimone. Nel caso A tutti si mobiliterebbero con posti di blocco, indagini, comunicati; nel caso B tutti riderebbero e prenderebbero in giro il testimone. Eppure il personaggio è lo stesso; i fatti sono pressoché i medesimi. Solo che, per chi ascolta, il fatto A è più credibile del fatto B.

La differenza sostanziale sta nel contesto, nella accettabilità della veridicità di chi ascolta. 

Entrambi i racconti potenzialmente possono essere veri, ma chi ascolta, giudica immediatamente veritiero il caso A e pazzesco il caso B. Questo deve farci riflettere sull'importanza del testimone. E' necessario focalizzare l'attenzione di chi ascolta non sulla propria proiezione della realtà soggettiva (di chi ascolta), ma sulla storia in quanto tale; valutarla, analizzarla, verificare se vi siano prove e solo in ultimo giudicare o meno; ma sempre in modo obbiettivo.

 

Gli U.F.O. e l'allarme sociale

Gli U.F.O. sono un problema di ordine pubblico ? E' giustificato o giustificabile un allarme sociale in un caso di avvistamento ? Queste alcune delle domande a cui cercheremo di dare delle risposte.

Analizziamo cosa di solito succede in un caso di avvistamento: una persona viene in contatto ravvicinato con un uno di questi oggetti. L'oggetto è solido, ha forma strana (quadrato, triangolo, piatto, sfera, ecc ... ), per noi aerodinamicamente incompatibile con qualsiasi tipologia di velivolo. La persona raramente viene in contatto con alcuni degli esseri che popolano quel velivolo. Questo molte volte fa propendere l'origine degli UFO verso l'ipotesi extraterrestre. Ammettiamo (per assurdo) che sia quella esatta. La persona, quando finisce quell'incontro, a volte è turbata a volte spaventata. A volte felice, a volte serena.

Ora questa persona è cosciente di quello che ha visto. Non era una semplice luce lampeggiante nel cielo. Dirà a se stessa: "io l'ho visto bene, era lì enorme, bellissimo, luminoso e colorato, immobile nel cielo ...". 

Ebbene il maggiore problema che possa capitare a questa persona è quello di non essere creduta. La peggior cosa che possa fare, invece, è non accettare la sua esperienza e rinnegarla dicendo a sé stessa "Non è possibile: ho avuto una allucinazione".

Ma tutto questo che abbiamo detto genera o no allarme sociale ? Perché ci deve essere allarme sociale fra la popolazione ? Su migliaia di casi accertati è stato forse fatto del male ai testimoni ? No ! Il testimone viene "stressato" dai giornalisti, dai curiosi, da chi non gli crede. Forse è turbato perché capisce di non essere l'unica specie intelligente nell'universo...  Forse non ci dormirà su, ma sta comunque bene.

Forse l' allarme, allora, dovrebbe essere generato perché chi riesce a far volare oggetti così strani dovrebbe avere (nella nostra ipotesi per assurdo) una tecnologia superiore ? Forse spaventa il fatto di non avere una tecnologia in grado di confrontarsi con la loro... di essere tecnologicamente impotenti. Ma perché dovremmo confrontarci ? Perché semplicemente non accettare il fatto che sono oggetti che dispongono di una tecnologia superiore ? Perché semplicemente non accettare il contatto ? L'allarme si potrebbe generare solo se la popolazione non fosse matura per una esperienza di contatto. Non viene, invece, generata alcuna tensione se la popolazione è sufficientemente saggia (non colta) per capire che un suo vicino di casa ha vissuto una esperienza di contatto che ha voluto condividere raccontandola ad altri.

Viviamo su uno sperdutissimo pianeta in una piccola galassia quando ci sono miliardi di superammassi di galassie nell'universo e noi siamo tanto ottusi da credere ancora di essere gli unici abitanti in tutto l'universo ? Possiamo ignorare il problema, ma non è una soluzione. Prima o poi dovremo affrontarlo. 

Molte persone ci chiedono (ricordate che stiamo sempre ragionando per assurdo): "Ma perché non atterrano ? Perché non si presentano e ci dicono chi sono ?". E' intuibile perché ciò non viene fatto: se basta un semplice avvistamento con un paio di testimoni a creare "tensione sociale", un bell' U.F.O. che fosse sospeso immobile su Piazza San Marco per giorni che genererebbe ? Invece un lento, ma costante, "programma" di informazione tramite qualche avvistamento ogni tanto dice e non dice... e predispone le persone, generazione dopo generazione, a capire che non siamo soli nell'universo; inoltre tutela la nostra civiltà da scossoni improvvisi. Forse il ragionamento che abbiamo fatto per assurdo dovrebbe essere approfondito.

Non considerando, poi, l'ipotesi extraterrestre, ma considerando altre ipotesi come quella dei velivoli ultra-segreti sperimentali o quella di altri non precisati fenomeni metereologici, comunque gli U.F.O. non debbono essere ritenuti un problema di ordine sociale o pubblico. Le nostre Forze dell' Ordine sono, infatti, "abituate" a delitti ben più efferati di qualche U.F.O. che ci svolazza attorno senza autorizzazione al volo ma anche, per altro, senza far danni. 

 

 

 

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Aggiornato il: 17 luglio 2008